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I BAMBINI MERITANO IL DIRITTO DI PENSARE CHE POSSONO CAMBIARE IL MONDO 

“I bambini meritano il diritto di pensare che possono cambiare il mondo”

– Lois Lowry – 

Ho pensato che questa citazione della scrittrice Lois Lowry fosse la citazione perfetta per dare il titolo a questo articolo. 

Assurdo come sia stata necessaria una Convenzione ONU per riconoscere i diritti dei bambini. Convenzione necessaria, assolutamente corretta che condivido e supporto pienamente, ma è assurdo perché come si può anche solo pensare di negare loro la propria infanzia? Di rubare la loro innocenza? I bambini sono il più grande dono che si possa immaginare, i bambini sono da difendere, da tutelare, da coccolare, da amare, da crescere ed educare, meritano ogni cosa bella di questa Terra, hanno il diritto e il dovere di essere felici e di sentirsi protetti. 

I bambini non solo meritano e devono avere il diritto di pensare di poter cambiare il mondo, ma possono davvero farlo.

Ma purtroppo per certe persone, a mio parere nemmeno degne di nota, non è così, i diritti dei bambini vengono ancora completamente ignorati. Per questo motivo, fortunatamente e finalmente, nel 1989 in soccorso alla tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti è giunto l’ONU, creando appunto una convenzione sui diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici dei bambini, ratificata poi in Italia solo il 27 maggio del 1991.

Di fatto il 20 novembre di ogni anno, data scelta in quanto coincide con il giorno in cui l’Assemblea generale ONU adottò la Dichiarazione dei diritti del fanciullo nel 1959 e la Convenzione sui diritti del fanciullo nel 1989, non solo si celebra la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ma si celebra anche la Convenzione ONU nata appunto con lo scopo di tutelare questi diritti. 

E’ proprio grazie  all’adozione e ratifica di questo documento che in quasi (QUASI, assurdo no?) tutti i paesi del mondo i bambini godono ora dei diritti fondamentali e sono protetti e tutelati, penserete è scontato vero? Purtroppo non è così.

Ma perché questo articolo? 

Non solo perché voglio dare il giusto peso a questo argomento in quanto personalmente mi sta molto a cuore e credo fermamente che i diritti dei bambini debbano essere celebrati tutti i giorni e non solo il 20 novembre, ma perché la crisi climatica è ciò che fa da perno.

A questo tal proposito, mi sento di dover trascrivere alcuni dati:

  • Nel mondo, più di 400 milioni di bambine e bambini vivono in aree di conflitto,
  • Tra i 10 e i 16 milioni di minori rischiano di non poter tornare a scuola perché costretti a lavorare o a sposarsi,
  • Ogni anno più di 22.000 bambine e ragazze muoiono durante gravidanze e parti che sono il risultato di matrimoni precoci,
  • I bambini sotto i cinque anni sull’orlo della fame sono circa 5,7 milioni,
  • Più di 1 miliardo di bambini vive in aree ad alto rischio di minacce climatiche e si stima che 710 milioni di minori vivano nei 45 paesi a più alto rischio di subire l’impatto della crisi climatica.

Più leggo questi numeri più mi spavento. 

Mi spavento all’idea di sentirmi impotente davanti a questa situazione seppur nel mio piccolo cerco, spero, di poter fare qualcosa. Il fatto è che non basta più il piccolo gesto di un singolo, per quanto utile e bello possa essere, ma serve di più, molto di più per potersi sentire non più impotenti, ma forti e uniti insieme e mettercela tutta per provare almeno a fare la differenza.

Entriamo così in un mondo davvero difficile e particolare, quello degli esseri umani, un mondo fatto di abitudini, culture, folklore, ideali spesso diametralmente opposti e che si scontrano costantemente fra loro. Tutti dettagli di cui bisogna tenere conto e che vanno rispettati, ma sempre nel rispetto reciproco e nel rispetto di chi è più debole, come i bambini. 

Purtroppo è una costante il fatto che questo rispetto manchi.

Ad ogni modo, perdonatemi come sempre mi dilungo nei miei pensieri, ma torniamo a noi: abbiamo accennato a piccoli gesti che nell’unione potrebbero fare la differenza. 

Detto questo, soffermiamoci sull’ultimo punto dell’elenco di dati sopracitato: “ più di 1 miliardo di bambini vive in aree ad alto rischio di minacce climatiche” e “ si stima che 710 milioni di minori vivano nei 45 paesi più a rischio di subire l’impatto della crisi climatica”

Inutile, penso, sottolineare quanto sia importante perseguire gli impegni presi e aumentare gli sforzi fatti finora per assicurare la protezione e il rispetto dei diritti dei bambini nel mondo, in un momento in cui questi sono messi particolarmente a rischio. E per questo ci viene in soccorso l’Agenda 2030, in particolare i punti 3 e 4.

Partiamo dal principio, che cos’è l’Agenda 2030?

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un insieme di linee guida e di azioni firmato nel settembre 2015 dai governi di 193 Paesi membri dell’ONU; è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, che orienta l’umanità verso uno sviluppo sostenibile attraverso 17 obiettivi. 

L’impegno maggiore è richiesto ai governi e alle organizzazioni internazionali, ma ogni essere umano sulla Terra può essere parte della soluzione.

Vediamo quali sono questi 17 obiettivi:

  1. Porre fine alla povertà in tutte le sue forme,
  2. Azzerare la fame, realizzare la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile,
  3. Garantire le condizioni di salute e il benessere per tutti a tutte le età,
  4. Offrire un’educazione di qualità, inclusiva e paritaria e promuovere le opportunità di apprendimento durante la vita per tutti,
  5. Realizzare l’uguaglianza di genere e migliorare le condizioni di vita delle donne,
  6. Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e condizioni igieniche per tutti,
  7. Assicurare l’accesso all’energia pulita, a buon mercato e sostenibile per tutti,
  8. Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro decoroso per tutti,
  9. Costruire infrastrutture resistenti, promuovere l’industrializzazione sostenibile e inclusiva e favorire l’innovazione,
  10. Riduzione delle disuguaglianze tra i Paesi,
  11. Rendere le città e le comunità sicure, inclusive, resistenti e sostenibili,
  12. Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili,
  13. Fare un’azione urgente per combattere il cambiamento climatico e il suo impatto,
  14. Salvaguardare gli oceani, i mari e le risorse marine per un loro sviluppo sostenibile,
  15. Proteggere, ristabilire e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, la gestione sostenibile delle foreste, combattere la desertificazione, fermare e rovesciare la degradazione del territorio e arrestare la perdita della biodiversità,
  16. Promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, realizzare istituzioni effettive, responsabili e inclusive a tutti i livelli,
  17. Rinforzare i significati dell’attuazione e rivitalizzare le collaborazioni globali per lo sviluppo sostenibile.

Come accennato in precedenza, gli obiettivi che toccano alcuni dei punti riguardo la tutela dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza, sono il numero 3 e il numero 4:

  • Obiettivo numero 3: garantire le condizioni di salute e il benessere per tutti a tutte le età: Monito basilare è la riduzione del tasso mondiale di mortalità materna e impedire la morte di neonati e di bambini sotto i 5 anni per cause che possono essere prevenute. In che modo? Ad esempio, assicurando l’assistenza sanitaria per tutti e supportando la ricerca e sviluppo di vaccini e medicine per malattie trasmissibili o meno.
  • Obiettivo numero 4: offrire un’educazione di qualità, inclusiva e paritaria e promuovere le opportunità di apprendimento durante la vita per tutti: L’istruzione può davvero garantire ai giovani un futuro migliore. Un passo in avanti è fare in modo che tutti, uomini e donne, a partire dalla più giovane età, possano imparare a leggere e scrivere, eliminando ogni forma di discriminazione di genere e promuovendo un accesso paritario a tutti i livelli di educazione accompagnato da un’elevata qualità degli insegnanti.

Sono molti altri i punti e gli obiettivi che andrebbero approfonditi e che sicuramente approfondiremo nei prossimi articoli, ma per ora voglio chiudere questo articolo con una famosissima citazione, una ormai delle più utilizzate, ma che racchiude perfettamente il significato di quello che nel nostro piccolo stiamo cercando di costruire.

Sapete ormai che mi piace la storia, e propongo quindi una piccola curiosità a riguardo. Questa citazione in realtà risale al 1852, ad un vecchio detto di una tribù di Pellerossa ed è stata estratta da un discorso che il loro capo, Capo Seattle, pronunciò in risposta alla richiesta del Governo degli Stati Uniti d’America relativamente alla volontà di comprare le terre del suo popolo.

La citazione è la seguente:

La Terra non ci è stata lasciata in eredità dai nostri padri, ma ci è stata data in prestito dai nostri figli”.

E ora, è giusto che vi lasci alle vostre riflessioni.