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ECONOMIA CIRCOLARE

Quando parliamo di Green Economy, non possiamo non affrontare l’argomento dell’economia circolare, una delle basi della sostenibilità.

Che cos’è quindi l’economia circolare?

Partiamo dalla definizione, che è sempre di aiuto; come da vocabolario – L’economia circolare è un’economia basata sulla produzione e il consumo di beni destinati a essere reimpiegati. 

E’ quindi un modello, un sistema economico pensato per rigenerarsi da solo garantendo l’ecosostenibilità. 

L’obiettivo è quello di estendere così il ciclo di vita dei prodotti riducendo i rifiuti al minimo e generando ulteriore valore tramite il reinserimento dei materiali, dove è possibile, nel ciclo economico.

Esistono delle keywords principali che ci riportano nell’immediato al concetto di economia circolare:

  • Reduce: alla base del concetto di circolarità c’è sicuramente l’obiettivo di ridurre i consumi di materia prima, progettando prodotti con una obsolescenza a lungo termine, con una manutenzione semplice e con costi inferiori;
  • Reuse: il riutilizzo delle materie prime è il primo grande step per il ciclo di vita dei prodotti, in modo da non sprecare l’energia utilizzata per generare il prodotto stesso.
  • Recycling: è ultimo passaggio per recuperare la materia.

L’economia circolare viene definita anche la quarta rivoluzione industriale assieme all’Industry 4.0, ovvero la propensione odierna all’automatizzazione industriale con l’inserimento di nuove tecnologie produttive. 

Prevede dunque cinque principi fondamentali per la definizione di una nuova economia rigenerativa:

  1. Prodotto come Servizio, vendere servizi piuttosto che prodotti, ovvero la cosiddetta Performance Economy o Functional Economy
  2. Materiali sostenibili e innovativi.
  3. Condivisione della proprietà (sharing economy).
  4. Rigenerazione del prodotto.
  5. Maggiore durata della vita di un prodotto.

La prima cosa che è possibile notare è che i principi dell’economia circolare contrastano notevolmente con i principi dell’economia lineare; infatti l’economia lineare si basa sulla tecnica “take, make, dispose” ed inoltre l’economia lineare ha lo svantaggio di dipendere completamente dalla disponibilità o meno di grandi quantità di materiali e di energia che siano facilmente reperibili e a basso prezzo, oltre al fatto che i processi di estrazione sono rinomati per essere una delle cause dell’aumento della produzione di CO2 e di fatto dei gas serra.

E’ quindi piuttosto semplice rendersi conto che, trovandosi probabilmente ad un bivio, la direzione giusta da prendere è senza alcun dubbio quella che porta verso l’economia circolare.

Ad ogni modo, come sempre per aiutarci a comprendere, arriva in soccorso la storia o comunque i processi che hanno portato allo sviluppo di questa idea di ciclo economico. Vediamo quindi ora le basi storiche dell’economia circolare. 

Una prima idea di questa tipologia di flusso economico circolare ci viene data nel 1966 da Kenneth E. Boulding che attraverso la stesura ed in seguito la pubblicazione del suo articolo “The Economic of the Coming Spaceship Earth” paragona la Terra ad un’astronave. Quando si è nello Spazio, lontano da casa e in un ambiente comunque limitato come quello di un’astronave, anche le scorte di energia, acqua, cibo, materiali e risorse varie sono limitate. Quando le scorte di energia terminano è possibile rimpiazzarle solamente con l’energia solare, mentre le risorse di acqua, cibo e materiali possono essere durevoli solo se vengono riutilizzate e riciclate.

Vi suona per caso familiare? Forse il signor Boulding ci ha inconsapevolmente (o consapevolmente?) dato un ottimo consiglio, gettando quindi le basi per quello che si potrebbe definire un manuale per una società ecosostenibile? La risposta è probabilmente sì, possiamo affermare che la Terra ipotizzata da Boulding sia uno dei primi esempi di economia circolare.

Ma andiamo avanti nella scoperta delle basi dell’economia circolare.

Le prime applicazioni pratiche risalgono effettivamente agli anni ‘70 e sono legate allo sviluppo dei primi processi industriali; di fatto nel 1976 Walter Shamel e Genevieve Ready, presentano alla Commissione Europea, un rapporto intitolato “The Potential for Substituting Manpower for Energy”, in cui viene delineata una visione economica circolare in cui i punti cardine sono:

  • un forte impatto sui posti di lavoro 
  • il risparmio delle risorse 
  • la riduzione dei rifiuti.

Come naturale conseguenza, positiva, da questa ricerca verrà pubblicato un libro nel 1982 intitolato “Jobs For Tomorrow: The Potential For Substituting Manpower for Energy”.

Arriviamo quindi poi al nostro secolo, è il 2006 quando la promozione dell’economia circolare viene identificata come politica nazionale nell’undicesimo piano quinquennale della Cina, ed è il 2010 quando viene fondata la Ellen MacArthur Foundation un ente che, insieme alla sua fondatrice Ellen MacArthur, si impegna nella battaglia in favore dell’ambiente.

Secondo questa fondazione esistono due flussi di materiali:

  1. materiali biologici: materiale in grado di essere reintegrati nella biosfera
  2. materiali tecnici: materiali destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera

Così come sono due i capisaldi che stanno alla base degli ideali di questa fondazione:

  1. riduzione della quantità di rifiuti, già nella fase di progettazione
  2. diffusione, tramite riciclaggio, di operazioni di recupero.

Dopo aver affrontato alcune tappe principali per lo sviluppo dell’idea di economia circolare, passiamo ora alle basi scientifiche.

Di fatto, la scienza che sta alla base dell’economia circolare è molto semplice, in quanto prende spunto da dei processi già esistenti in natura. Questi processi sono chiamati meccanismi di retroazione non lineari e sono la capacità dei sistemi di autoregolarsi in base alle condizioni a cui sono esposti. 

I meccanismi di retroazione non lineari contraddistinguono quindi i sistemi viventi, assumendo che i sistemi economici debbano funzionare come organismi in cui le sostanze nutrienti vengono elaborate e utilizzate per poi essere immesse nuovamente nel ciclo sia biologico che tecnico.

Altri concetti scientifici ricorrenti che vengono associati all’economia circolare sono:

  • Cradle to Cradle, il concetto che si può tradurre con “dalla culla alla culla”,ovvero l’approccio alla progettazione di sistemi che consiste nell’adattare alla natura i modelli dell’industria. L’appellativo vuole provocatoriamente opporsi al paradigma Cradle to Grave “dalla culla alla tomba” con cui si indicano i metodi di analisi del ciclo della vita (Life Cycle Assesment, LCA).
  • Il concetto di biomimesi, ovvero la disciplina che studia i processi biologici e biomeccanici della natura e degli esseri viventi come fonte di ispirazione per il miglioramento delle attività umane e tecnologiche.

In conclusione mi sento di poter affermare che a mio parere, si pone quindi necessaria una transazione totale che porti dall’ormai obsoleto modello economico lineare, al modello economico circolare, con il fine  di cogliere così l’opportunità di limitare il dispendio di materia ed energia, minimizzando anche in questo modo gli scarti e le perdite. 

L’obiettivo finale e principale rimane comunque l’attenzione all’ambiente, la prevenzione e la realizzazione di nuovo valore sociale e territoriale.